Sono pur sempre un umanista e il mio museo del cuore resta il Museo Nazionale d’Islanda, dove si può imparare molto sulla storia di questa piccola nazione nordica. Eppure c’è un altro museo a Reykjavík che consiglierei a chi visita la città di non perdersi per nulla al mondo: Perlan (La Perla), Wonders of Iceland. È essenzialmente il museo di storia naturale d’Islanda, ma è estremamente moderno e interattivo.

Ci sono due offerte diverse disponibili, in particolare una che include, oltre alla visita al museo, un’esibizione dell’aurora boreale dentro a un planetario che si tiene ogni mezz’oretta. Una che include solo il planetario e una che include solo il museo. Tutte le offerte hanno incluso l’accesso al terrazzo panoramico, dal quale si gode della vista più bella su Reykjavík.

Se siete residenti potete chiedere alla reception la carta gratuita con la quale avete diritto allo sconto del 50% sul biglietto, accesso gratuito alla terrazza, e sconti al bar e al ristorante sotto alla cupola.

Io ho provato solo il museo, e ho saltato il planetario, quindi riguardo a quest’ultimo non so dirvi se ne valga la pena, ma conto di provarlo un giorno, e ovviamente vi farò sapere.

Perlan (o “La Perla”) era una struttura che raccoglieva l’acqua geotermica nelle colossali cisterne che la costituiscono e che oggi sono adibite ad ale del museo. Potete entrarci gratuitamente per un caffè all’ultimo piano, se non siete interessati al museo, ma vi consiglio in ogni caso di dare un’occhiata al bosco sottostante: tra ruderi militari risalenti alla seconda guerra mondiale, conigli e percorso per mountain bike, questa foresta è un’oasi nel cuore della capitale.

La visita al museo costa Per gli adulti 3.990 ISK, mentre per i bambini 1.950 ISK. Si trova anche un’offerta famiglie per due adulti e due bambini a 7.800 ISK.

La prima parte del museo è dedicata alla storia geologica dell’Islanda, e si trovano una valanga di informazioni sulla formazione della terra, i vari sviluppi e cambiamenti attraverso le ere geologiche, ma anche del materiale sulla storia recente, dai tempi della colonizzazione. Qui si trova la riproduzione della scogliera di Látrabjarg, che può essere osservata attraverso dei binocoli con realtà aumentata.

In seguito si trova la parte dedicata al ghiaccio, con un tunnel artificiale che simula una grotta scavata all’interno di un ghiacciaio. La temperatura è sotto allo zero, ma vengono fornite giacche extra se uno vuole proteggersi dal freddo.

Usciti dalla grotta si raggiunge una sezione ricchissima dedicata ai ghiacciai islandesi. Una tavola rotante permette di osservare i cambiamenti dei ghiacciai islandesi attraverso il secolo facendo muovere la proiezione avanti o indietro ruotando una maniglia. Vi sono anche dei binocoli dentro ai quali si possono osservare forme di vita sub-glaciali, e piattaforme interattive dove potete selezionare contenuti multimediali puntando le dita in direzione dei vostri punti di interesse.

L’ultima parte riguarda l’ecosistema acquatico, ci sono acquari che ospitano specie autoctone e campioni di materiale.

Mi sento davvero di consigliare caldamente questo museo, non soltanto per la mole di informazioni naturalistiche che aiutano a comprendere meglio il paesaggio e la natura islandesi, ma anche per la quantità inusitata di nozioni che impartisce, senza dimenticare il dettaglio non da poco che la dimensione interattiva ne rende la fruizione adatta anche ai bambini, che non rischiano certo di annoiarcisi