Uno dei miei posti preferiti in assoluto si trova a circa mezz’ora di macchina a sud di Reykjavík, sulla bistrattata penisola di Reykjanes. Sapete, quella specie di colata lavica gigante senza piante, triste e grigia, che fa quasi sempre una brutta impressione ai visitatori che atterrano per la prima volta all’aeroporto internazionale di Keflavík e devono attraversarla tutta per raggiungere la capitale. Essendo geologicamente recente, Kleifarvatn è molto arida. La roccia non ha ancora avuto tempo di coprirsi di materia organica sufficiente per ospitare vegetazione, e la conformazione fa sì che l’acqua percoli nel sottosuolo, dove non serve a molto. La carenza di acqua dà appunto il nome alla costa tra l’aeroporto e la capitale, Vatnsleysuströnd (Vass – léisü – strönt), letteralmente “Costa senza acqua”. Questa è una zona che va spesso ignorata dai turisti ansiosi di raggiungere le cascate a Sud, i fiordi a Nord, Kirkjufell a Snæfellsnes e via dicendo. È anche una zona di rara bellezza, che ospita perle nascoste ben più meritevoli di attenzione della tanto decantata Laguna Blu. Qui si può osservare un paesaggio primordiale tipico di zone dell’Islanda assai più remote.

In particolare, il posto che dicevo essere tra i miei preferiti, si trova imboccando una deviazione e scandendo a sud di Hafnarfjörður, seguendo le indicazioni per Krýsuvík. Si tratta del lago Kleifarvatn, ottimo per la pesca, se avete la licenza, ma anche per una gitarella fuori dalla città. Il lago si dice essere la dimora di un mostro. Non saprei né negarlo né confermarlo, ma quello che è sicuro è che la vista di cui si gode dai promontori che si spingono nel lago, e dalle spiagge scure sulle sue rive, ha un ottimo rapporto qualità-prezzo, se si considera la poca benzina che occorre per arrivarci dalla città.

A sud ovest di esso si trova l’area geotermale di Krýsuvík, con il fango che ribolle, le fumarole e l’odore di zolfo. La strada che costeggia il lago, e che conduce fino al piccolo centro abitato di Grindavík, è una delle strade più belle del Paese a mio avviso, e se sento il bisogno di scappare dalla città ma ho poco tempo a disposizione, la mia scelta ricade spesso su questa metà.

Sulla punta a Nord ovest di Reykjanes si trova il piccolo centro abitato di Garður. Pare sia un punto eccellente per l’osservazione delle aurore boreali e delle balene, per via delle correnti che si scontrano e che mescolano il plancton. Almeno a detta del simpatico signore che gestisce il ristorante vicino al faro, Röstin, che consiglio caldamente. In una bella giornata potrete godervi una zuppa fatta in casa rifacendovi gli occhi con un panorama da togliere il fiato sul grande golfo di Reykjavík.