Da un paio di settimane hanno aperto una nuova pizzeria a Reykjavík, nella zona del vecchio porto. Area speciale dove si trovano perle per i locali che vengono per lo più risparmiate dai turisti. Questa è la prima pizzeria napoletana ad aprire i battenti in Islanda, e sta avendo un successo incredibile. La pizza è una pizza di tutto rispetto, non perfetta magari, ma quanto di più vicino si possa trovare agli standard elevati che possiamo avere noi italiani.

I gestori sono islandesi, ma i pizzaioli italiani, anche se a volte sono di turno pizzaioli non italiani che però usano il metodo imparato dai nostri. Il menù non è abbondante, ma gli ingredienti sono tutti estremamente selezionati. Usano pasta madre con farina italiana, vero prosciutto di Parma, pomodoro San Marzano prodotto da un’azienda a conduzione familiare vicino a Napoli. Non gli si può chiedere di rimuovere o aggiungere ingredienti, forse perché la clientela islandese lo interpreterebbe come una licenza di potersi creare autonomamente le combinazioni rendendo inutili i secoli di esperienza Italian che hanno portato all’elaborazione degli abbinamenti classici che conosciamo.

I prezzi sono bassi per l’Islanda. Massimo 2600 ISK, che è davvero poco. Costa di più una pizza delle stesse dimensioni da Domino’s, che notoriamente produce delle suole altrettanto abominevoli quanto popolari. Almeno da queste parti.

I locali sono estremamente moderni, stile minimal nordico, un po’ IKEA, sleek ed essenziale. Non credo la consiglierei ad un turista che viene a Reykjavík per un weekend, ma può essere comunque una soluzione per una cena senza troppe pretese, per immergersi tra gli islandesi (turisti a Flatey Pizza non se ne vedono molti, per ora)!

Si trova a Grandagarður 11, ed è aperta tutti i giorni dalle 11:00 alle 22:00. Purtroppo non accettano prenotazioni. Tocca andare di persona e farsi mettere in lista, rischiando di dover tornare dopo mezz’ora, ma per qualcuno che è a digiuno di una pizza degna di questo nome ne vale davvero la pena!

Aggiornamento, aprile 2019: come in molti altri business islandesi, dopo essere partiti bene ed essersi fatti un nome, i proprietari di Flatey hanno ben pensato di massimizzare i profitti tagliando sulla qualità. Il pizzaiolo italiano se n’è andato perché non voleva lavorare a quelle condizioni e il risultato è che ora la pizza è disgustosa. Ho ordinato una bufalina e mi sono visto portare una margherita con la mozzarella fredda rotta in pezzi sopra dopo la cottura. Non era mozzarella di bufala. In pratica per spillare soldi ti fanno una margherita con la mozzarella cruda per dare alla pizza un aspetto diverso da quello della comune margherita, contando sul fatto che gli islandesi non sanno distinguere la mozzarella normale da quella di bufala. L’ho rimandata indietro e chiesto una margherita, mi son visto portare un obbrobrio mal impastato con la crosta spessa come una baguette e il centro sottilissimo con una bella pozzanghera di acquetta. Non aggiungo altro e faccio parlare le immagini.