Sono tornato ieri dalla Danimarca. Mi è sembrato di tornare nella bassa padana, mancavano solo le cascine! Dedicherò un altro post più avanti alla conferenza su studi vichinghi e scandinavi medievali tenutasi all’università di Aarhus, perché ho davvero poco tempo libero, dovendo recuperare un sacco di lavoro arretrato. Voglio però condividere alcuni scatti fatti dall’aereo in quella che è stata una giornata particolarmente limpida.

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Nell’ordine dello slideshow trovate:

Il Vatnajökull e tre delle sue lingue che si gettano nelle famose lagune glaciali. Quella di sinistra è la remota e maestosa Fjallsárlón, mentre la più grande a destra è la celeberrima e perennemente fotografata Jökulsárlón.

Ancora il Vatnajökull, il più grande ghiacciaio d’Europa, qui si vede una delle sue colossali lingue scivolare verso l’insidiosa e desolata pianura alluvionale di Skeiðarársandur.

La remota ed estrema area protetta di Fjallbak, molto attiva dal punto di vista geotermale, meta di escursionisti amanti del trekking estremo

La cittadina di Hveragerði, punto di passaggio obbligato per chi viaggia verso il sud dell’Islanda.

La strada tra Hveragerði e Reykjavík.

La costa bassa della penisola di Reykjanes, nei pressi di Keflavík  (pronunciato “képlavik”, mi raccomando), dove sorge l’aeroporto internazionale.

Keflavík, dove si trovava la base Americana che fu uno dei motori dell’economia islandese nel ‘900. Non la raccomando per le vacanze.