La rete, gli sciupacarte, i fanatici – Come scrivere e come leggere

Questo post è un’espansione ed elaborazione di un altro che ho pubblicato su Facebook poco tempo fa. Intendo affrontare la questione della scrittura di saggi e articoli, particolarmente per il fatto che la gente non sia in grado di distinguere quelli seri dalle ciofeche, e spesso pubblica insulti e improperi sostanziati da un link a qualche bloggucolo scandalistico, ritenendo tutto ciò sufficiente e soddisfacente.
Di solito non mi sbilancio su queste cose nel mio blog, ma qualcuno ha condiviso un articolo da un sito di argomenti al femminile, la cui autrice tentava di dimostrare l’esistenza di Dio. Senza entrare direttamente nel merito della questione, tale articolo (che trovate qui), incarna le peggiori abitudini dello scrivere articoli oggidì, e ritengo opportuno sollevare alcuni problemi di carattere formale che andrebbero sempre tenuti presenti quando si legge/scrive qualunque articolo. Specialmente nel caso in cui lo si voglia smontare con rigore ed eleganza.- Dice che deve per forza esserci qualcuno dietro alla creazione dell’universo. Queste affermazioni non si dimostrano da sole. Vanno supportate con riferimenti o fatti. Altrimenti ti dico “dimostra che quanto hai detto è vero” ed è morta lì. Se un articolo non cita le fonti, non prendetelo sul serio. Sia che parli di Dio, che del colesterolo nelle uova, dei parrucchieri cinesi, che dei sussidi statali agli immigrati. Se un articolo su un qualsiasi sito web senza nome riporta che una donna ha avuto il cranio fuso fino al cervello per colpa di uno shampoo cinese, invece di precipitarvi a condividerlo aggiungendo “MERDE!!1!”, provate a controllare le fonti, cercate riscontri in altri siti affidabili. Se non ne trovate, è probabile che sia tutta una baggianata.- Tutti gli esseri viventi seguono un ciclo preciso, sanno cosa devono fare bla bla.
Tutte idiozie indimostrate. Il ciclo preciso non è sempre lo stesso, quando eravamo organismi procarioti per esempio. A parte istinti basici non sappiamo cosa fare ma lo impariamo. I corvi giapponesi che rompono le noci facendole cadere sulla strada e aspettando il passaggio delle auto non sono nati con questa abilità.
Quando incontriamo un’idea che ci piace dobbiamo rimanere freddi ed esaminarla mettendoci nei panni di uno che vuole smontarla a prescindere. Così possiamo trovarci i punti deboli e perfezionarla. Se una persona è intellettualmente onesta, è la prima ad ammettere quando compaiono delle lacune nella sua discussione. Se non vi piacciono i musulmani e leggete un post pacchiano sulla pagina di un politico di destra che spara cifre e questioni contro i musulmani, andate a controllarne l’esattezza invece di condividerlo berciando a vostra volta.

– La Bibbia conta come riferimento solo se ci si fa un’analisi critica. È un testo letterario come la Teogonia, o l’Edda. Non conta come cronaca storica. Figuriamoci se la si usa come manuale di tuttologia. Lo stesso dicasi per settimanali e rotocalchi. Wikipedia è un po’ diversa. Va valutata caso per caso.
Ugualmente, se leggete un articolo scritto da un tizio finanziato da qualche azienda che produce carne, in cui si legge che i vegetariani hanno più morti sulla coscienza per via dei topi che vengono uccisi dagli aratri, evitate di scaldarvi perché odiate i vegetariani. Il suo articolo non vale una sega: è palesemente influenzato dagli sponsor, che credibilità può avere?
Vi fidate del parere contrario alla cancerogenicità dell’amianto se a fornirvelo è uno che guadagna dall’amianto? Vi fidate del giudizio storico sulla religiosità del medioevo scandinavo se a fornirvelo è un praticante Ásatrú che ci tiene a dimostrare che la pacchianata new-age ricostruzionistica che lui chiama religione ha in realtà radici millenarie?

[Per tornare alla Bibbia, usata come fonte nell’articolo linkato sopra, c’è da riconoscere che anche le profezie di Nostradamus si applicano a eventi odierni. Le frasi vaghe si interpretano facilmente, e la Bibbia ne è piena. L’Autorità di una fonte o la sua antichità non sono di per sè indice di attendibilità. Le sparate non diventano – o non dovrebbero – diventate vere col passare del tempo].

– un popolo viene scelto da dio.
La storia e la logica dicono che il popolo sceglie il suo dio (quindi attenzione a non confondere causa ed effetto). E se esso ci punisce con miseria e carestie quando ci allontaniamo da lui qualcuno mi spieghi come mai i Paesi più religiosi – es. quelli africani – sono sempre messi peggio dei più atei? Scambiare causa ed effetto, forzare connessioni inesistenti tra due elementi per sostanziarli, con la tecnica dei sillogismi a cacchio, sono tutte tattiche infantili e immediatamente sgamabili che andrebbero evitate quando si scrive.

– La figura di Gesù cristo. Prima di parlarne bisogna dimostrare che sia esistito davvero e che non sia un collage letterario di diverse tradizioni sui numerosi santoni che circolavano all’epoca. Le antichità giudaiche di Giuseppe Flavio lo citano, ma pare che il passo sia una interpolazione, i vangeli sono parecchio tardi per essere attendibili.
Non si possono dare per scontate questioni ancora aperte solo perché fa comodo. Le discussione scientifiche “vanno a scalare”: se x è vero perché dimostrato da y, ma y è falso o incerto, allora non è vero che x è vero.
Se Dio esiste perché è esistito Gesù. Prima bisogna provare che Gesù è esistito e che era figlio di Dio.
Auguri! Specie con ala seconda parte…
Non si può pretendere che venga data credibilità a un articolo che vuole dimostrare la correlazione tra infedeltà e colore dei pantaloni se questo parte con “uno studio di un’università americana…”. CA**O! QUALE CA**O DI STUDIO? SU QUALE RIVISTA LO HANNO PUBBLICATO? CHI LO HA FINANZIATO? E QUESTA CA**O DI FANTOMATICA UNIVERSITÀ AMERICANA CHE UNIVERSITÀ SAREBBE? No, perché tra Yale, Berkley e Harvard e le università per corrispondenza che abbondano nel mercato pazzamente liberalizzato degli States, corre una gran bella differenza.
A volte, questi fantomatici studi sono reperibili. Non solo! Sono anche pubblicati su riviste prestigiose, e portati avanti da luminari del loro campo. Peccato che le conclusioni che offrono vengano spesso travisate, distorte o inventate dai giornalai che impiastricciano le colonne dei quotidiani. Per questi motivi, se leggete un articolo di Repubblica che spara con mille punti esclamativi che uno studio finalndese ha dimostrato come sia impossibile per gli adulti imparare lingue straniere (come dimostrano tutti i rumeni, albanesi e magrebini che vediamo tutti i giorni e parlano italiano meglio di molti bergamini della bassa padana), andate a controllare lo studio, e scoprite che dice esattamente l’opposto, prima di condividere il post cialtrone di Repubblica aggiungendo “Ah ecco! Lo dicevo io!!!! Non è colpa mia!!!1!! hahaaù”.

– I miracoli. Se la scienza non li spiega, dimostri la religione in modo inconfutabile che essi sono opera di Dio. Altrimenti tacciano tutti.
Quando non si hanno elementi a sufficienza è puerile addentrarsi nelle questioni. Si finisce per dire scemate in entrambi i sensi. E soprattutto, una verità non si stabilisce semplicemente negando il suo opposto.
Se non potete provare che il mio conto corrente è vuoto, questo non vuol dire che sia pieno. Gli argomenti ad ignorantiam sono il pane degli imbecilli. I famosi soldi che i governi di sinistra regalano aggratis agli immigrati, sono speso oggetto di interminabili discussioni. Dopo 50 commenti uno si aspetterebbe che qualche mente lucida vada a controllare la legge per scoprire che il post della Meloni dove viene detto che con la nuova legge la sinistra regala soldi ai clandestini, con tanto di foto di facce brutte e sporche, è una panzana colossale. Visto che si parla solo di bambini e over 65 con documenti in regola. Giusto per evitare che anziché ricevere qualche decina di euro, i loro tutori o familiari si mettano a rubare la vostra argenteria. Quando si scrive un saggio in università, è ugualmente idiota scannarsi sull’interpretazione di una fonte secondaria (per esempio un saggio critico), se non si sa esattamente cosa viene detto nella fonte primaria. Se si vuole discutere sulla magia delle rune, prima di scannarsi su testi più o meno seri, è bene leggere cosa dicono le saghe e le fonti medievali, visto che ciò viene spesso travisato o interpretato forzatamente per assecondare l’idea distorta dell’autore.

– Esorcismi. Spesso spiegati dalla scienza. Se un articolo presenta affermazioni così lapidarie senza supportarle, a volte i lettori le danno per assodate. Quasi che la veridicità di una sparata dipenda dalla sicurezza che uno mostra nel vomitarla. Tante delle affermazioni presentatemi per oro colato dai miei insegnanti si sono rivelate false, inesatte o distorte quando ho verificato.

– Brosio, la vendetta.
Se qualcuno sperimenta qualcosa e ad essa attribuisce un significato x, questo non significa che “qualcosa = x”. Se Brosio parla con la madonna, per la si’ora Lina è benedetto, per me è da ricovero. Posso discutere a lungo con la si’ora Lina, ma questo non toglie che non si possa elevare l’afflato religioso di Brosio a verità universale.
Credo che il succo della questione sia:

Tacere se non si sa di cosa si sta parlando
– Parlare solo se si può supportare seriamente il proprio pensiero.
– Supportare con fatti e fonti verificabili.
– Non innamorarsi delle proprie idee e non identificarcisi. Possono essere sbagliate, e se ci sente sbagliati si fanno spesso cose stupide. Incluso convincersi che il resto del mondo è in errore.
– Non venerare autorità vere o presunte. Il Papa, Brosio, o il vostro prof. si fanno scappare delle bistecche clamorose. Evitate di farvi paladini delle loro idee senza averle seriamente analizzate.

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