Era un po’ che volevo parlarvene, ma ho preferito aspettare che il progetto fosse a buon punto: sono ormai vicino al pubblicare la mia grammatica norvegese anche in cartaceo!
Ho ricevuto numerose richieste di persone che non amano troppo il digitale o comunque hanno il feticismo del libro, e ho voluto accontentarle. Cerca che ti ricerca, ho trovato una società affiliata ad Amazon che permette di pubblicare libri in forma cartacea sul sito normale di Amazon, che vengono stampati “on demand”. Quello che mi aveva frenato dal pubblicare in cartaceo – oltre alla necessità di perfezionare il mio lavoro senza costi ulteriori per gli acquirenti – è il fatto che le case editrici tradizionali pubblicano un po’ a “scommessa”, ovvero stampano un tot di copie che spesso finiscono al macero, e che vengono finanziate spesso con un contributo oneroso da parte dell’autore. Contributo che solitaente tocca il migliaio di €, e che dunque non mi sarei mai potuto permettere- Dal momento che Amazon stampa on-demand, non ci sono costi da parte mia, né loro, perché il libro viene dato alle stampe solo appena prima di spedirlo a qualcuno che l’ha già ordinato. Trovo questo sistema molto intelligente.
     Il lato negativo è che l’autore deve fare tutto da solo: editing, formattazione, grafica, revisione, impaginazione…il che, specie per un testo come questo ricco di schemi, sezioni particolari, tabelle e porcherie varie, è davvero un lavoraccio. Richiede tantissimo tempo, e porta anche il peso della consapevolezza di non poter quasi sicuramente permettersi di presentare un prodotto perfetto nei minimi dettagli. Non sono però tipo da perdermi d’animo è oggi mi è giunta dall’America la prima versione semi-definitiva del mio lavoro. Devo dire che mi ha dato una motivazione notevole…volete mettere la sensazione di tenere tra le mani una copia di un libro scritto di proprio pugno? Ero galvanizzato (e ho dimenticato che avevo una pila di roba da studiare – sto male).
     Ma ora veniamo alle informazioni che possono interessarvi: la versione cartacea sarà identica a quella digitale, fatto salvo per il codice ISBN che le è stato assegnato, che a voi lettori cambia davvero poco. Le foto che vi pubblicherò qui sotto sono solo provvisorie, nel senso che le due copie che mi sono state inviate sono soltanto “Proof copies”, ovvero copie “di prova”, che dovrò rivedere e sistemare prima di mandare in stampa.
     Questo mi risulta davvero comodo, perché per qualche arcano motivo trovo più facile addocchiare errori e problemi sfogliando il libro che non facendo scorrere il file sul computer. Gli errori sono quasi tutti di ordine ortografico, e riguardano sostanzialmente le parti di spiegazione in italiano. Ho trovato anche diversi “problemi” di impaginazione (che sulla versione digitale non sussistono perché essa viene adattata automaticamente al dispositivo, mentre il cartaceo devo essere io ad adattarlo e assicurarmi che sia a posto prima di mandarlo in stampa). Mancano alcune virgole, maiuscole non pervenute, numeri di pagina sul lato sbagliato, intestazioni invadenti, e a capo un po’ infelici. 
     Visto il poco tempo che ho a disposizione, a causa dell’imminente ultimo esame prima della laurea – che non riesco assolutamente a preparare come vorrei perché, detto francamente, non ne posso davvero più – e del lavoro per la tesi, credo che la data di pubblicazione sarà intorno a dicembre/gennaio, ma se riuscissi cercherei di spostarla anche a prima. La pubblicazione della versione aggiornata avverrà in contemporanea per i due formati, tuttavia quello cartaceo potrebbe tardare a comparire sul negozio on-line di Amazon perché la procedura per esso è più lunga rispetto al digitale che viene processato nel giro di ventiquattro ore.
     Ho inserito una copertina diversa tanto per cambiare, visto che amo pasticciare con la grafica, anche se rimango un completo incompetente. Ho cercato comunque di dargli un tono sobrio ma carino. Non volevo sembrasse una cosa troppo amatoriale, ma nemmeno troppo seriosa. Già il titolo è abbastanza da trattato grammaticale ottocentesco (volutamente, perché qualcosa di pomposo dovevo pur inserirlo, e visto che lo stile del testo non lo è affatto, mi restava solo il titolo!), quindi per evitare di dargli un’aria da ciclostilato ho inserito un’immagine un po’ ***non saprei come definirla*** (forse “da guida turistica”?).
     La mia foto personale è patetica, non volevo inserirla ma per quel template era obbligatoria. Ho scelto quella che ho al momento sui social network come foto-profilo per uscire alla svelta da un processo che mi getta sempre nello sconforto visto quando poco fotogenico (leggi: “brutto”) sono. Perdonatemi, non sono bello, ma cerco di sembrare un pochettino intelligente.
     Devo anche aggiungere una cosa importante: il responsabile del dipartimento di scandinavistica all’università di Milano, nonché mio insegnante di linguistica delle lingue scandinave e relatore per la laurea, ha preso in visione il libro, per cui conto sui suoi consigli per la revisione. Lui è un’autorità – e sicuramente lo è molto più di me, che nel campo sono un signor nessuno.
     L’aspetto che però ritengo più importante se voglio considerare questo libro un prodotto riuscito,  è che esso si riveli fruibile. Non voglio un prodotto che vada bene solo ad una fetta di potenziali utilizzatori. Dunque ho dovuto cercare il giusto equilibrio tra un lavoro più accademico per il potenziale studente universitario, e uno più divulgativo, per il potenziale emigrato – e di questi oggi se ne trovano a fiumi. Alla fine non saprei dire se l’intento è riuscito, in fin dei conti i commenti che ho ricevuto sono solo un 15% scarso rispetto al totale degli acquirenti. Questi commenti però sono stati veramente e profondamente incoraggianti, per cui ringrazio ancora chi ha trovato il tempo e la voglia di segnalarmi problemi e arrivare a leggere fino in fondo il mio lavoro. Sono davvero grato del fatto che ho potuto avere questa occasione per rendermi utile a qualcuno.