An t-Eilean Sgitheanach – Viaggio nell’isola di Skye

Altro sogno che si realizza: ho visitato l’isola di Skye!
Un regalo di compleanno promessomi lo scorso novembre e che mi ha reso davvero felice. Si può dire che uno non abbia visto la Scozia se non ha visto l’isola di Skye, perché su quest’isola, la più grande e settentrionale delle Ebridi interne, si trovano alcune tra le cose più interessanti che il Paese ha da offrire. Abbiamo passato due notti in un ostello di Portree, il centro più popoloso dell’isola, e muovendoci a ritmo serrato, abbiamo completato un giro del perimetro, fermandoci nei punti d’interesse. Non era la prima volta che visitavo Skye, in effetti è stata la seconda, ma la prima volta che sono passato era soltanto un toccata e fuga tra loch Alsh e Armadale, dove abbiamo preso il traghetto per Mallaig. Dunque, all’andata, ho avuto modo di rivedere alcuni dei posti visitati durante il mio primissimo viaggio nel 2010, ma sotto una veste diversa: in pieno sole, e con le cime dei monti innevate. Una bella differenza, che ha reso i panorami incredibilmente drammatici.
Da Glen Clova abbiamo risalito il Cairngorms National Park, fino a Pitlochry, per poi muoverci in direzione di Fort William, e prendere la strada per Kyle of Loch Alsh, dove si trova il ponte per Skye. A beneficio di chi fosse interessato, scriverò un elenco dei posti che abbiamo visitato:

  • Glen Shiel & Loch Cluanie: il glen è stato teatro di una battaglia tra l’esercito britannico e un’alleanza di giacobiti e spagnoli, ed è stato anche il rifugio di Bonnie Prince Charlie, in fuga dopo la disfatta di Culloden Moor. A parte la storia, questa valle è una delle più spettacolari del paese, con monti che torreggiano, tra cui le Five Sisters Of Kintail (Gaelico: Còig Peathraichean Chinn Tàile), delle quali lo Sgùrr na Ciste Duibhe -Picco del forziere nero, woooo!- è il luogo in cui il principino Stewart, come ho accennato poc’anzi, ha passato una notte all’addiaccio in fuga con 30.000 sterline di taglia sulla testa. Loch Cluanie, invece, è un lago originatosi dopo la costruzione di una diga, e nonostante sia artificiale, lo trovo davvero fighissimo.. E’ possibile, da un parcheggio sterrato, raggiungere una spiaggia e da qui avventurarsi sull’isolotto nel mezzo del lago, raggiungibile tramite un guado petroso. La bellezza di questo tragitto sta nel fatto che non si vede la strada, e il paesaggio drammatico, unito al silenzio e al senso di remoto danno davvero un tuffo al cuore -ammesso che non ci siano comitive caciarone nelle vicinanze. La valle offre anche una vista superba sul monte denominato “The Saddle”, considerato tra i più spettacolari del Paese. Il nord-ovest della Scozia è l’area geografica più spettacolare e drammatica, e questa zona ne è un perfetto esempio.

  •  Loch Duich & Eilean Donan Castle: passato glen Shiel, ci si ritrova su quello che a rima vista sembra un altro lago, ma che in realtà è un fiordo, Loch Duich, al limitare del quale si trova il celeberrimo castello sull’isola di Donan. Non dedico più di tanto a questo punto di interesse perché a) trovate le solite informazioni trite e ritrite ovunque su internet, visto che è uno di quei posti che mandano in paranoia gli Scotomani, i medievalomani e i castellomani, b) gli ho già dedicato un intero post due anni fa. Aggiungo solo che se siete un po’ smaliziati, potete inbucarvi con la bassa marea: come si vede dalla foto, l’acqua si ritira, e dal parcheggio potete scendere tra le rocce, attraversare quei 50/100 metri di alghe fetide e melma putrida, e raggiungere l’isola. Dato che il controllo dei biglietti viene effettuato all’inizio del ponte, potete perfino entrare nel castello -io non l’ho fatto perché l’avevo già visitato e perché sono una persona retta e onesta (lol), ma non sarò certo io a dirvi di non farlo: nel Regno Unito musei e monumenti pubblici sono gratis, questo purtroppo è di proprietà di qualche paraculato che se la caverebbe benissimo dimezzando i prezzi, viste le vagonate stile Auschwitz di turisti che arrivano ogni santo giorno.
  • Caol Loch Aillse: Passato Eilean Donan Castle, arriverete al paesino caratteristico, e nemmeno troppo interessante, di Kyle of Lochalsh, il cui nome gaelico significa “Stretto del loch spumeggiante”. Dopo il quale passerete per lo Skye Bridge, ponte abbastanza moderno -ma non futuristico-, che passa per un isolotto il quale, a quanto pare, ospita la più grande colonia di foche del Paese. Io non ne vista nemmeno una ma fa lo stesso.

  • Port Rìgh: (=”Porto del Re” in gaelico)Portree è stata la meta successiva -raggiunta dopo innumerevoli stop per scendere dall’auto e fotografare montagne e laghi sull’orizzonte. Un paesino bellissimo ed elegante, senza quel senso di degrado e desolazione tipo di certi posti nel Nord delle Highlands (Thurso in primis, Stornoway in secundis).Complice il bel tempo, Portree mi è sembrato una ridente e fiorente cittadina di gente cordiale (scoppiava di inglesi, quindi la cosa è anche più strana!), ben tenuta e organizzata. Ideale per passarci gli anni della pensione, o qualche lungo periodo, lavoro permettendo. Il molo è davvero grazioso, e si affaccia su una baia pittoresca. Qui si trovava il nostro ostello, affacciato però sull’altra baia, a sud, oltre il promontorio, da cui si godeva di una spettacolare vista sulle Cuilinn mountains innevate, che da lontano sembravano le Alpi. Era un ostello davvero pulito e frequentato da gente per bene. L’unica nota negativa era il wi-fi a una sterlina e cinquanta all’ora. No, no: il wi-fi è come l’acqua corrente, dovrebbe essere incluso nel prezzo. Se non lo è, siamo di fronte a una palese violazione dei diritti umani. A parte questo, a Portree ci sono negozi (perfino uno di musica e uno di prodotti vegetariani e senza glutine, e senza lattosio e via andare), una Coop ragionevolmente fornita in centro e una più grande fuori città, la banca, l’ufficio postale, qualche locale interessante dove offrono musica gaelica, una piccola libreria etc. Insomma non manca quasi niente. Portree si trova all’imboccatura della penisola di Trotternish, la quale include alcuni tra i panorami più affascinanti dell’isola, e il cui 66% della popolazione parla gaelico -anche se, a differenza di quanto mi è capitato a Stornoway, non ho sentito nessuno in giro parlare gaelico.

  • An Stòr, Bodach an Stòir & A’ Chuith-raing: The Storr, the Old Man of Storr e Quiraing sono dei punti scenografici assurdi. Io non sono mai stato in America, ma le mie guide inglesi che ci sono state mi han detto che le dimensioni e la sensazione che si ha sono uguali a quelli che si provano davanti a certi colossi naturali in Arizona. The Storr, una montagna, visibile già da prima che si arrivi a Portree, è uno dei punti più fotografati della Scozia, particolarmente per la formazione rocciosa caratteristica, l’old man of Storr, un pinnacolo a forma di goccia che nella foto vi sembrerà un ditino, ma che è grande come un palazzo di una ventina di piani: 60 metri! E’ possibile salire, e ci vuole un bel po’. Dato che avevamo una tabella di marcia serrata non ci siamo concessi la salita, ma anche dai piedi della montagna, lo spettacolo che si gode è inimmaginabile: mare, macchie di foreste, isole, laghi. Be’, è incredibile. Quiraing, invece è uno spettacolo geologico particolare sulla punta di Trotternish. Ci siamo fermati lì in alto per un pic-nic: c’era un vento fresco e un caldo piacevole da maniche corte. Qui sono visibili due laghetti, il mare, altri pinnacoli sproporzionati e altre meraviglie del genere, tutte ammirabili dall’altopiano comodamente raggiungibile dalla strada. Quiraing è raggiungibile girando a destra rispetto alla strada che gira intorno alla penisola di Trotternish. Invece di tagliare e continuare verso la parte opposta, vale la pena tornare indietro e fare il giro intorno (parliamo di un’ora e mezza massimo per il giro completo da Portree a sud di Uig).

  • Ùige: Uig è il secondo centro più grande della penisola. Esistono altri posti, nelle Ebridi, con questo nome. Per gli scandinavisti assatanati, il nome deriva dall’antico nordico vík, che come sapete significa “baia, insenatura”. Ho detto “centro più grande”? Stavo scherzando. Sembra un piccolo villaggio -seppur davvero carino- il cui punto veramente degno di nota è il terminal del traghetto per Harris e Uist nelle Ebridi Esterne. Molto bello fare un giro in macchina tenendosi sulla strada alta e osservando la baia, quasi sorvolandola. Uig è l’ultimo punto un po’ drammatico che si incontra per un bel pezzo: dopo aver superato questo centro, i pinnacoli torreggianti e i rilievi drammatici di Trotternish lasciano il posto a vastissime distese espanse e interminabili di brughiera, l’occasionale casetta, e quasi nessun rilievo degno di nota. Il punto interessante successivo che abbiamo visto è stato:

  • Caisteal Dùn Bheagain: Dunvegan Castle, la sede del clan McLeod da più di settecento anni. La dimora più a lungo abitata dalla medesima famiglia nelle isole britanniche, scrigno di tesori preziosi, guardiana delle isole…e fott***mente costosa! Ragazzi: 8£, o-t-t-o  s-t-e-r-l-i-n-e, per vedere un palazzo come ce ne sono a centinaia e qualche giardinetto tamarro in stile francese o quello che è! Ma visto che dalla strada il castello non si vede, e il sottoscritto voleva a tutti i costi una foto, basta guidare fino in fondo alla strada, passare una staccionata, raggiungere il mare, e da lì si gode di una bella vista su questo casermone. Fotografato da una certa angolatura sembra quasi guardabile: torri e torrette impilate ovunque, fascino goticheggiante…ma se si osserva la facciata, ricorda  un edificio militare polifunzionale, più che una residenza signorile. Ho letto vagonate di recensioni su questo posto, e tutte concordavano sul fatto che non vale la pena pagare 8£ per quello che c’è da vedere. E chi sono io per mettermi al di sopra di tutte queste persone? 😉 -un aneddoto interessante: il piccolo arcipelago di St. Kilda, il più remoto d’Europa, probabilmente, è stato per secoli feudo dei McLeod, i quali si recavano annualmente in questo luogo sperduto per riscuotere le tasse (sostanzialmente uccelli morti e l’olio spremuto dal loro fegato), e un delegato degli isolani si recava a Dunvegan per questioni di varia natura. Su St. Kilda non esistono alberi, ed era un problema per il povero isolano dover descrivere queste forme vegetali ai suoi compaesani, una volta tornato a St. Kilda. Il castello di Dunvegan era la cosa più imponente e mostruosa che potesse sperare di vedere in vita sua, e il capo-clan McLeod per loro valeva più del re, del quale non sentivano parlare più di tanto, per cui non se ne curavano. Immaginatevi un povero isolano abituato a vivere su una montagna che sbuca dal mare, tra capanne di pietra e torba, abituato a mangiare uccelli e carne di pecora e basta, come doveva essere il trovarsi improvvisamente davanti alle mura di Dunvegan castle. Boh!

  • Neist Point: Passato Dunvegan, nella Duirinish peninsula, si può deviare dalla strada principale per raggiungere Neist Point, il punto più occidentale dell’isola di Skye, apparentemente perfetto per vedere balene, delfini, squali, foche e quant’altro. Le scogliere sono a picco sul mare e senza protezioni, vale la pena avvicinarsi al precipizio e guardare giù, ma attenti alle vertigini: non vorrei esagerare ma un centinaio di metri di scogliera c’erano tutti. Un bel salto! Qui ci si sente davvero sull’orlo del mondo, oltre l’orizzonte, di là dal mare delle Ebridi, si estendono le isole occidentali. C’è un faro, oltre il precipizio più alto, che è controllato a distanza, e i cui alloggi sono di proprietà di privati.

Le Cuilinn mountains, viste da Glen Brittle

  • Gleann Breadail, An Cuiltheann e Fairy Pools: Glen Brittle, Cuillin Mountains & le pozze delle fate, a mio avviso la parte più bella di Skye. Glen Brittle è una valle stretta e lunga, raggiungibile seguendo le indicazioni e passando per una strada un po’ sperduta che si inerpica sulle colline. Le Cuillin sono montagne rocciose e parecchio puntute, che risaltano particolarmente nel panorama scozzese uso ai montanozzi dalla cime monca. Sono davvero spettacolari, sebbene sfiorino a malapena i mille metri, si ergono improvvisamente da quasi il livello del mare, per cui la loro ripida ascesa al cielo la si gode tutta. Questa è la Scozia sotto steroidi, quella che toglie il fiato. Il meglio panorama caledone in tutta la sua drammaticità (ok, la smetto). Dal parcheggio davanti delle montagne, seguendo un sentiero che sembra scendere nell’avvallamento ai piedi di queste, si raggiunge un crepaccio ripido, decorato da ciuffetti di betulle abbarbicate sulle pareti scoscese, nei punti dove sono protette dal vento impietoso. In questo mini-canyon, si trova uno degli spettacoli naturali più sorprendenti che le isole britanniche abbiano da offrire: le pozze delle fate, ovvero una miriade di cascate e cascatelle che gettano dell’acqua color turchese e blu zaffiro in profonde piscine naturale rotonde scavate tra le rocce levigate. L’acqua, scorrendo, ha scolpito e smussato le rocce, creando piccole scanalature lisci in cui scorre con curve sinuose, gettandosi nelle conce successivi in piccoli mulinelli vorticosi. L’acqua è bevibile e vi consiglio di farlo perché è davvero particolare. D’estate, per i più coraggiosi, non è esclusa la possibilità di farci un bagno. I locali consigliano di vederle in giornate un po’ nuvolose, perché i riflessi del sole impediscono di ammirare i colori delle rocce nella profondità delle pozze. Un giro intorno al crepaccio, arrampicandosi o scendendo tra le pozze, dà davvero l’idea di come i locali abbiano associato questo luogo alle fate: non potrebbe essere più magico di così.

Concludo qui il resoconto sulla mia vacanza: come vedete basta davvero poco per apprezzare i punti principali dell’isola. Ho già in mente di tornarci, e concentrare il prossimo viaggio su qualche punto in particolare, ma avrei anche l’idea di trovare un modo per studiare al Sabhal Mòr Ostaig, college della University of Highlands and Islands, rinomato per i corsi offerti sulla lingua gaelica. Vedremo cosa ne verrà fuori: per adesso devo pensare a laurearmi!

    3 commenti Aggiungi il tuo

    1. Rici Nì Saorsa ha detto:

      Oh che invidia! :O Ma un giorno visiterò anche io Skye e terrò ben presente il tuo post :DUn'aggiuntina: conosci la leggenda della Fairy Flag di Dunvegan Castle? Ne ho parlato su Mooz Fm qualche mese fa, una leggenda interessante :)Invidia, tremenda invidia… :O

    2. Beatrice ha detto:

      cercando informazioni sull’Isola di Skye per il mio prossimo viaggio, sono capitata per caso sul tuo blog… molto, molto interessante! Ho già dato un’occhiata a parecchi post, ma continuerò sicuramente la lettura, mi piacei come scrivi! Mi ha incuriosita il post sulla lingua Gaelica, mi ha fatto venire voglia di mettermi ad impararla! 😉

      1. Roberto Pagani ha detto:

        Grazie! Commenti come i tuoi mi illuminano la giornata/serata! 🙂
        Fammi sapere come va la lettura!

    Rispondi

    Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

    Logo WordPress.com

    Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

    Google+ photo

    Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

    Foto Twitter

    Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

    Foto di Facebook

    Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

    Connessione a %s...