Saluti e baci da Mixing Part

   Ho da poco letto l’ultimo libro di Erlend Loe tradotto in italiano ed edito da Iperborea, Saluti e baci da Mixing Part. Avevo già parlato di Loe in un mio post, e dopo aver letto questo libro non posso che confermare quanto pensavo precedentemente: Loe è il mio scrittore norvegese contemporaneo preferito. Per darvi un’idea generale della trama riporto pari pari la presentazione che si trova in quarta di copertina:

“Telemann, 42 anni, aspirante drammaturgo in perenne crisi creativa, ha qualche problemuccio con l’alcol e i libri di cucina, e detesta la Germania. Nina, 43 anni, insegnante, invasata di tutto ciò che abbia anche solo un vago sapore teutonico. Questi i due protagonisti della “folle commedia travestita da romanzo” con cui Erlend Loe, affilata la lama della sua irriverente ironia, si addentra in un nuovo mondo di equilibri precari e confusi desideri di fuga: la crisi di coppia. A far scattare la miccia è l’ennesima vacanza tedesca a Garmisch-Partenkirchen, sulle alpi bavaresi, storpiato in Mixing Part dal traduttore automatico di Bader, il proprietario della casa affittata, che mangia solo “uova di galline che vedono montagne innevate” e non spiccica una parola di inglese. Rifiutando ogni contatto con il paese delle “nazichincaglierie”, Telemann si perde nell’ossessione di scrivere l’opera teatrale del secolo, ma le sue fantasie e i suoi ormoni non fanno che deviare sulle curve di Nigella Lawson, sexy cuoca della tv britannica e moglie del milionario Charles Saatchi, mentre Nina insegue il suo sogno germanofilo accorciando un po’ troppo le distanze con Bader. Tra rivoluzionarie teorie drammaturgiche, tresche reali e immaginarie e ipercaloriche ricette erotiche, il muro di incomunicabilità cresce insieme al peso di Telemann, il dialogo incalza nudo e laconico come in una graffiante pièce dell’assurdo, e quel teatro crudele e sincero a cui lui tanto aspira trova un palcoscenico nella vita vera”.

   Questo autore non finisce mai di stupire. sua arguzie e il suo acume emergono in continuazione dalle pagine di questo libro davvero inusuale. Sembra un romanzo, ma è strutturato in modo da sembrare una pièce teatrale: i dialoghi sono organizzati con semplici a capo, senza commenti autoriali e si susseguono per pagine e pagine alternati a momenti di riflessione più “romanzesca”. Nemmeno i nomi dei personaggi compaiono a margine, ma difficilmente si perde il filo della narrazione: i colpi di scena e le situazioni esilaranti sono pervasive ed è difficile che l’attenzione cali. Qui potete vedere un esempio:


Siamo molto diversi, io e te.
Perché pensi a queste cose?
Non ne ho idea. Forse perché siamo in vacanza. La mente è un po’ più libera e può andarsene per le sue strade, non capita anche a te?
No.
Comunque siamo diversi..
Va be’.
Per esempio tu hai gli occhiali molto spessi, mentre io non porto proprio occhiali.
Sì.
Tu usi lo spazzolino elettrico. Io uno normale.
Giusto.
Tu ami tutto ciò che è tedesco, mentre io lo odio.


   In ultima analisi il testo è un ritratto davvero riuscito di una coppia qualsiasi, alle prese con la piattezza e la monotonia del quotidiano; oltre che con la difficoltà che si trova nel convivere quando le passioni si sono spente e le novità hanno smesso di accendere l’interesse reciproco. La cosa che personalmente ho trovato più bella è la speranza che trapela dalle ultime pagine: anche dopo un tradimento da parte della moglie stanca di un marito assorbito dal teatro e dalle fantasie erotiche per una presentatrice di programmi di cucina, si riesce a trovare una scappatoia e un modo per riconciliarsi. Ed è, apparentemente, proprio il tradimento che fa ri-scattare la scintilla per cui possiamo sperare in una risoluzione positiva della vicenda. Quel tradimento vuoto per cui si può capire che è soltanto la novità che gli “altri” hanno in più, rispetto ai nostri cari di vecchia data, e che proprio per questo non vale poi la pena tradire quando basta poco per riaccendere la complicità.

   Vi consiglio questo libro davvero caldamente, dovrebbe essere facile da reperire in libreria e, se non siete abituati ai mattoni ottocenteschi, state certi che non rimarrete delusi!


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