Scoto-mania

  La mia università si è appena decisa a inviare una mail in cui mi informa che devo provvedere autonomamente a trovare i dettagli e la modulistica per l’iscrizione all’università di Edimburgo (ho vinto il concorso per la borsa Erasmus e dovrei passare in Scozia il prossimo anno accademico); in sostanza  mi si invita cortesemente ad arrangiarmi sbolognando all’università di Edimburgo l’onere di chiarire i miei dubbi e aiutarmi nel processo traumatico che è l’iscrizione alla sede straniera.  Ovviamente nella mia testa non c’è spazio per altro. Continuo a pensarci, e continuo a pensare alla Scozia, dimenticandomi che ho degli esami importanti a cui pensare. Ovviamente mi aspetta un bel calvario burocratico (qui in Italia funziona il detto “aiutaci che il ciel t’aiuta”, e anche in questo caso dovrà essere così).
   Intanto ho deciso di risistemare un po’ di libri a tema “Scozia” che ho collezionato negli ultimi anni  e ho deciso di fare un post con alcune indicazioni utili per chi fosse interessato. I libri di cui parlerò sono essenzialmente guide, e parto fin da subito dicendo che non ci sarà inclusa quella della Lonely Planet. Trovo le guide Lonely planet di prezzo assolutamente non giustificato dalla qualità. Poco esaurienti e riducibili a un elenco di alberghi e ristoranti. In genere la parte che riguarda alloggi e sistemazioni la salto a pie’ pari, fidandomi di più di siti come TripAdvisor, dove si possono leggere impressioni dirette e molto più ad ampio spettro. Alcune malelingue dicono che i locali raccomandati dalla Lonely Planet non sempre siano veramente i posti migliori, ma semplicemente i posti che hanno offerto prestazioni gratis in cambio dell’inserimento nelle guide dei loro esercizi commerciali. Vero o non vero, come dicevo, io in una guida cerco principalmente informazioni culturali e geografiche sul luogo, preferendo altri sistemi a mio avviso meno parziali, per quanto riguarda la sistemazione e i ristoranti. Se siete il tipo di turisti che si muove per segnare un altra meta alla lista delle esperienze di cui vantarsi coi colleghi, lasciate perdere le letture che sto per consigliarvi e andate pure a prendere una guida Lonely Planet.
   Come ho spiegato spesso nei post passati, io viaggio con fini culturali, non per “vedere cose” da fotografare. Il 90% delle cose da vedere al mondo posso dire con onestà che non mi interessa a fatto, per cui non mi do poi così tanta pena. Preferisco viaggiare in posti che mi interessano a un livello più profondo di quello paesaggistico o culinario o dei servizi di lusso.
     Dall’altro canto, penso anche che non sia necessario avere un viaggio in programma per mettersi a leggere una buona guida turistica. Alcune sono fatte davvero bene e comprendono tantissimi dettagli storico-culturali che, eventualmente arricchirebbero un’esperienza di viaggio. 
Adesso voglio presentarvi alcuni testi tra i più interessanti che ho raccolto.
 Il primo di cui voglio parlarci è The Rough Guide to Scottish Highlands & Islands. Un piccolo gioiello che se potessi porterei sempre con me come un breviario. Comprende immagini a colori, cartine dettagliate, notizie storiche, linguistiche e geografiche. E’ il testo più completo sulle Highlands e le isole scozzesi tra quelli che mi sono capitati tra le mani fin’ora. Il prezzo è abbordabilissimo e potete reperirlo nelle librerie. A Milano lo si trova a LaFeltrinelli in galleria, ma potete ordinarlo comodamente a casa tramite Amazon.

In genere le guide sulle Scozia, per forza di cose, includono anche il centro e il sud del paese, che per molti turisti non hanno lo stesso interesse delle Highlands, e mangiano spazio utile a quello che potrebbe essere un approfondimento dei luoghi di interesse. La guida Mondadori, per esempio, pur essendo molto bella e curata, e con il pregio di elencare alberghi e ristoranti in una discreta sezione in fondo al libro, si dilunga parecchio su Edimburgo e Glasgow, e lascia solo due facciate misere alle Ebridi esterne, la cui sezione non ha nemmeno una cartina. In questa guida trovate cartine molto esaustive, con consigli per gli itinerari e specchietti con spiegazioni utili rispetto ai luoghi d’interesse. Se avete questa guida tra le mani, potete far senza qualsiasi altra guida in carne e ossa. In fondo al libro trovate una stringata ma abbastanza ricca sezione linguistica, che comprende anche il Gaelico, abbastanza snobbato dalle altre guide devo dire, che si limitano a segnalarne la presenza. Non dimentichiamoci che il Gaelico è lingua ufficiale in Scozia dal 2005, quando il parlamento scozzese ha approvato il Gaelic Language (Scotland) Act che riconosce la lingua come alla pari dell’Inglese e delega la competenza in materia di regolazione linguistica ad un ufficio chiamato Bòrd na Gàidhlig, che si occupa di stabilire materie come le convenzioni ortografiche, oltre a promuovere e sostenere lo sviluppo e la diffusione di questa lingua ad ogni livello della società. Se tutto va come previsto, l’anno prossimo potrò studiare Gaelic language & Culture all’università di Edimburgo, ma nel frattempo mi infarino un po con i libri che ho raccolto, e sui quali potete trovare indicazioni dettagliate nei miei post precedenti.

  Per quanto riguarda la Scozia in generale, vi consiglio la guida di National Geographic. Questa la si trova ancora più facilmente nelle librerie. Il prezzo è imbattibile, una dozzina di euro, e la qualità è garantita. L’altra guida che ho apprezzato moltissimo, quella Mondadori, costa più del doppio e non è esattamente più completa di questa. Se dovete scegliere una buona guida non esitate e prendete questa. Le dimensioni ridotte la rendono perfetta per chi abbia solo un bagaglio a mano, e non le manca davvero niente. Il modo in cui è organizzata mi piace davvero tanto, e anche questa ha il buon gusto di inserire tutti i dettagli tecnici su hotel, ristoranti, negozi e divertimenti in una sezione separata e grigia proprio alla fine. Là dove non può nuocere alla vista! Oltre ad essere completa è anche molto colorata e arricchita da foto davvero belle.Il tutto senza dimenticare il marchio National Geographic, che di per sé è una garanzia di qualità, a mio avviso. Se non avete mai letto la rivista mensile di National Geographic o Storica, mensile di storia e archeologia, vi consiglio di farlo. Non sono riviste per specialisti, anzi, sono facilmente accessibili per chiunque e sono preziosissime per chi ama rimpolpare il suo bagaglio di cultura generale, come il sottoscritto.

La mia scoto-mania, però, mi ha portato ben oltre: ho trovato un testo su Amazon (ultima copia rimasta!) che è andato ben oltre i limiti della mia immaginazione ed ha superato perfino le mie pretese assurde di scoto-maniaco in merito alla completezza e alla precisione delle informazioni. Le Isole Scozzesi, titolo evocativo e inconfondibile: è un libro che affronta uno dei luoghi più magici del pianeta. Si tratta di un tomo massiccio e niente affatto maneggevole, un vero e proprio mattone al cubo, che affronta una per una TUTTE le isole più importanti dei tre arcipelaghi scozzesi. La cosa che ho trovato sconvolgente e inquietante, è che questo libro presenta oltre alle solite indicazioni storiche e di itinerari, ancorrenti, dei venti, degli scogli e dei porti sicuri. Perfino i dettagli umani non sono tralasciati, per esempio dettagli sulla lingua parlata, le caratteristiche dei vari insediamenti, curiosità sulle tradizioni locali ehe la geologia, la flora, la fauna e i rilievi di ogni singola isola affrontata. Per non palare dell’indicazione precisa dei punti di attracco, delle c tanto altro. In pratica tutte cose che non compariranno mai sulle guide turistiche perché legate a realtà troppo piccole e remote. Insomma è davvero un gioiello, che mi duole ammetterlo ma temo sia fuori catalogo. Se voleste accaparrarvene uno dovreste tentare in vecchie librerie o negozi di libri usati. Mancano completamente le fotografie, ma sono presenti illustrazioni disegnate a mano dall’autore, schizzi davvero belli, che si aggiungono a cartine precisissime.
Scotland for Dummies voglio solo accennarlo, perché devo ammettere che mi ha lasciato un pochino a bocca asciutta. Non l’ho trovato particolarmente ricco e soddisfacente, molte delle informazioni contenute le sapevo già a menadito, ma forse dipende solo dal fatto che al momento di leggerlo avevo già divorato troppi altri testi sull’argomento. Non mi sento di consigliarvelo alla cieca come per gli altri, ma sappiate che è fatto bene ed è di facile fruizione. Se siete appassionati delle guide per “negati” servitevene pure perché non è affatto male.
Sono soltanto tre dei testi che ho e una percentuale esigua di quelli in circolazione, ma sono davvero validi, e se anche voi vi sentite un po’ scoto-maniaci non pensateci due volte a impossessarvene.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Rici86 ha detto:

    In bocca al lupo per l'Erasmus! ^^ Ti invidio un po', sai? 🙂

  2. Roberto ha detto:

    Grazie 🙂 spero di cavarmela con la burocrazia! E quando sarò là impesterò di post il blog XD

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