Erlend Loe e la Norvegia contemporanea

La settimana prossima, sempre che non mi colpisca un fulmine nel frattempo, partirò per la Norvegia e visiterò Oslo e dintorni. Sono stato assente per parecchio tempo, ma prima di partire ci tenevo a raccomandare uno scrittore norvegese che mi è particolarmente caro, e che come tutte le cose degne di nota provenienti dall’estero, è quasi sconosciuto in Italia.
  Il suo nome è Erlend Loe, e quello che apprezzo di più di lui è l’acume che mostra nelle riflessioni che emergono dai suoi testi, sempre conditi da un’ironia molto intelligente. Il tutto è coronato da uno stile semplice e lineare, che noi italiani amanti dell’ampollosità fine a sé stessa non vediamo mai nei testi nostrani. L’autore è originario di Trondheim, antica capitale della Norvegia , posizionata sulla costa al centro del paese. Città bellissima e dalle caratteristiche palafitte. Ha lavorato in una clinica psichiatrica e poi come giornalista free lance. Adesso vive a Oslo dove lavora come sceneggiatore, traduttore e autore. Un tipo poliedrico insomma.
Se siete abituati ai classici pedanti che si studiano al liceo forse questi testi vi spiazzeranno un po’, perché trattano tematiche profonde in maniera molto leggera e quasi scanzonata. Adoro questo aspetto: un autore non ha bisogno di darsi delle arie scrivendo atrocità complesse e stra-complicate se ha davvero qualcosa da comunicare, ed Erlend Loe è tra questi.
Adoro davvero il suo modo di scrivere che a tratti rasenta il flusso di coscienza. Le considerazioni logicomiche (questa parola l’ho appena coniata io allo scopo, nda.) e il tono a volte un po’ pungente rendo la lettura davvero coinvolgente e piacevole. Le critiche che muove alla società sono davvero condivisibili ma non è mai un criticare asettico da osservatore esterno. Sono le critiche di chi conosce bene i meccanismi profondi della vita sociale e conosce anche le falle nel sistema. Se volete assaggiare un po’ di Norvegia mollate per un secondo l’invasamento da saghe medievali e leggetevi qualcosa di attuale. Il bello della Norvegia non è rimasto confinato all’età vichinga.
I testi che voglio consigliarvi sono questi:
Naif.Super è il suo primo romanzo e quello che l’ha reso famoso. L’edizione Feltrinelli è stampata su licenza Iperborea. Ho cercato l’edizione di Iperborea tanto per non fare stonare il formato diverso in mezzo agli altri libri della stessa casa ma non l’ho trovato. Quello della Feltrinelli è più grande ma sicuramente più economico. Purtroppo Iperborea è una piccola casa editrice specializzata e i suoi libri non sono sempre accessibili economicamente in rapporto alle dimensioni. Questo è davvero un testo divertente e non voglio spoileralo affatto. Se volete conoscere Loe vi consiglio di iniziare da questo.
 
Questi due sono davvero dei romanzi di pregio. Volvo è il seguito di Doppler. La storia di un padre di famiglia benestante che si rompe le scatole della sua vita convenzionale e del suo essere un ingranaggio della macchina sociale. Decide di vivere nei boschi intorno alla città, in compagnia di un cucciolo d’Alce la cui madre ha ucciso per nutrirsi. Si aggiungerà poi il figlio piccolo e altri personaggi interessanti che sono interessati a fuggire alla vita perfettamente regolata della società norvegese. Sono un inno all’auto-determinazione e una critica davvero sagace alla società contemporanea e ai ruoli limitanti che impone sugli individui.
Quest’ultimo romanzo, Muleum, trovo che sia un vero capolavoro. Ha un grossissimo difetto: non è disponibile in italiano. Io lo sto leggendo all’università nel corso di norvegese e nonostante la barriera linguistica lo trovo davvero fenomenale e coinvolgente. L’argomento è la vita di una ragazza diciottenne dopo che i suoi genitori e il fratello muoiono in un incidente aereo. La storia del suo recupero si snoda ai quattro angoli del mondo e nella sua tragicità sa essere esilarante. Se conoscete il norvegese e volete far pratica questo libro non sarebbe una cattiva idea, come lettura.
Ora vi saluto,  promettetemi che se amate la Norvegia ci farete un pensierino: leggere Loe non è affatto tempo perso.

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