Norsk Grammatikk

E finalmente ieri ho finito gli esami del mio primo anno di università. Ho circa due settimane di relax da godermi ma poi si ricomincia. Non vedo l’ora di partire di nuovo col norvegese, con la filologia germanica e con le letterature scandinave e la letteratura inglese. Siccome ho un pallino per i dizionari (ne ho la casa piena e posso vantarmi di avere, oltre a vari dizionari di inglese bilingui e monolingui, anche un dizionario di gaelico scozzese!) quest’estate ho acquistato, in differita perché ciò non pesasse troppo sulle mie finanze, due dizionari norvegese-italiano, italiano-norvegese. Il primo che voglio mostrarvi è di gran lunga il più completo. Parlo del blå ordbok, nella nuova edizione ampliata che comprende un’infinità di parole ed espressioni e che è perfetto per le traduzioni dal norvegese all’italiano, ma non altrettanto per il contrario. Questo perché non riporta i generi delle parola in norvegese, che sono indispensabili per un corretto uso della lingua; ma per questo ci viene incontro l’altro dizionario, italiensk ordbok della Vega, che riporta non solo i generi norvegesi, ma anche la trascrizione fonetica delle parole, un bell’aiuto per la pronuncia! Questi dizionari vengono spediti direttamente dalla Norvegia, e il loro costo, seppur non esagerato, diventa abbastanza importante quando si parla dei costi di spedizione (circa 30 euro). Ma penso che ne valga la pena essendo entrambi davvero molto belli. Visto che, come ho già detto, l’università si avvicina e io quest’estate sono stato in altre faccende affaccendato (eh-ehm!) avrei un gran bisogno di rivedere velocemente tutto il programma di grammatica norvegese che ho affrontato lo scorso anno, così da non trovarmi a secco all’inizio del corso in ottobre. Il mio intento è quindi di riprendere la grammatica, e condividerla anche per chi potrebbe essere interessato a questa lingua meravigliosa.

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Grammatica Norvegese

Iniziamo dall’alfabeto e dalla pronuncia: l’alfabeto norvegese si compone di queste lettere:

A B C E D F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z Æ Ø Å

Sembrano troppe ma presto scopriremo che non tutte vengono usate normalmente e le rimanenti danno ben pochi problemi. Quelle che saltano subito all’occhio sono le ultime tre æ ø å, e sono davvero irresistibili, ma cercate di calmarvi ché le vediamo solo tra un po’. Va detto subito, invece, che la scrittura norvegese, diversamente da quella danese, è molto coerente con la pronuncia, per cui, tranne che in pochi casi facilmente identificabili, il norvegese “si scrive come si legge”. Adesso però vediamo qualche regola importante per quanto riguarda pronuncia o ortografia:

La lettera g è sempre velare (come in gatto) e mai palatale (come in giorno) (la g di giorno non esiste in norvegese).
La h va aspirata.
La j si pronuncia come in Jacopo (mai come nell’inglese jet o nel francese jour: sono tutti suoni estranei al sistema fonetico norvegese. Se non sapete cosa sia un sistema fonetico meglio così, passate oltre).
Le lettere c q w x z occorrono rarissimamente e in parole straniere, il che ci facilita le cose perché sono cinque lettere in meno con cui fare i conti.
La c di norma suona come s, ma non la troverete quasi mai.
La w suona come una v.
Per il suono x il norvegese preferisce una scrittura ks, molto più intelligente secondo me, perché la x del latino o del francese alcuni la pronunciano cs, altri gs, e ciò mi causa un grande nervoso.
La z, quelle poche volte che si incontra, si pronuncia come una s sorda (come in stupido, per intenderci).
La s, dal canto suo, non è mai sonora, per cui la s di sbaglio in norvegese non esiste! Le vocali a e i si pronunciano come in italiano.
La o si pronuncia come una u italiana, a meno che non sia accentata e seguita da due consonanti, come in godt(=buono), che si pronuncia gott.
La u si pronuncia come una u francese, ma un po’ più chiusa e arretrata (vi siete persi?).
La y invece è una i pronunciata con le labbra arrotondate (una u francese, sostanzialmente).
La lettera æ si pronuncia come la a di cat in inglese americano (che non è una e, anche se le maestre incompetenti alle elementari insegnano così.  In realtà è una lettera a mezza strada tra la e le a, che si ottiene “aprendo” ancora di più quella che noi chiamiamo e aperta, senza però arrivare a pronunciare una a).
La lettera ø (la mia preferita) si pronuncia come una ö tedesca.
La å invece, dato che abbiamo visto come la o si pronunci u, si pronuncia come una o in italiano.
Infine, il dittongo ei e il nesso eg si pronunciano ai (ma non nella maggior parte dei dialetti che dicono ei o addirittura, per il secondo caso, eg)
Facile no? 🙂

     Le consonanti doppie, a differenza dell’inglese che le scrive per niente (nda), vanno pronunciate doppie, e fanno una grossissima differenza, dato che cambiano non solo il significato della parola, ma anche la lunghezza della vocale che le precede. Un valido esempio è:

Tak, Takk

Secondo una regola che, anche se non lo sa nessuno, esiste pure in italiano (ma non in inglese o danese), non è possibile l’accostamento di consonante e vocale breve/consonante e vocale lunga. Se una delle due è breve, l’altra deve per forza essere lunga. Solo che in italiano è soprattutto la lunghezza consonantica a influire sul significato, mentre quella vocalica è solo una “conseguenza”, mentre in norvegese è il contrario.
Provate a dire pane e panne. Vedete che la lunghezza della n (che noi chiamiamo “doppia” perché viene resa nella grafia con una doppia n, ma che linguisticamente parlando è “lunga”) cambia il significato della parola, ma influisce anche sulla lunghezza della vocale precedente. Vi accorgerete che nella prima parola la a è lunga quasi il doppio della a della seconda, questo perché in panne la n è lunga e l’italiano non tollera un accostamento di lunga/lunga o breve/breve. Tenetelo presente per il norvegese e guardate questo esempio:

Tak (tetto) si pronuncia taac, ovvero con una vocale lunga, perché a seguirlo c’è una consonante breve. Al contrario, Takk (grazie!) si pronuncia tacc, ovvero con una a breve perché a seguirlo abbiamo una consonante doppia. Qui bisogna rendere onore al merito, lo svedese ha mantenuto uno sciocco sistema di segnare la doppia k con ck (un po’ come in inglese) per cui takk in svedese si scrive tack…uno dei tanti motivi per non studiare svedese.
I nessi sj e skj si pronunciano come lo sc italiano di scena. sjalu (geloso) si pronuncia scialü, mentre skjerf (sciarpa) si pronucnia sciarf (ad essere pignoli sarebbe sciærf, perché davanti alla r, la e tende ad abbassarsi ed essere pronunciata come æ-ricordo la mia prof di letteratura nordica che pronunciava il mio nome quasi come “Robarto”!).
Sk si pronuncia allo stesso modo se seguito da una i. Ski (lo sport, e parola norvegese ndr), si pronuncia sci, proprio come in italiano.
La s si pronuncia come la sc di scena davanti a l. Oslo per esempio si pronuncia usclo, mentre il nesso rs si pronuncia ancora sc come in scena: Norsk si pronuncia noshk. (In entrambi i casi trovate molti dialetti in cui queste regole non valgono e Oslo si pronuncia Uslu e norsk norsc.
Un altro nesso particolare è gj, che viene pronunciato j. Gjenta (ripetere) si pronuncia jenta.
Uno dei suoni che creano più problemi agli italiani è il suono kj. Non si trova in italiano, né in inglese, né in francese, né in spagnolo…ok la smetto. E’ il suono del -ch tedesco settentrionale (assomiglia di più a sc- che non a ch-) Sostanzialmente assomiglia ad una sc di scena, ma la lingua si appoggia più avanti nel palato, più vicino ai denti. Può sembrare una via di mezzo tra sc e s.
Un esempio è la aprola kjøpe (comperare) che si pronuncia quasi come sciöpe.
Nelle interrogative, troviamo parole come Hva (cosa), Hvor(dove), Hvordan(come), Hvilken/Hvilket(quale), Hvorfor(perché?). in queste parole la h è muta: davanti a v, la h non si pronuncia!

Aggiungo qualche finezza per i maniaci invasati: la lettera d scompare dopo una n o una l, che diventano doppie (fenomeno di assimilazione) così che landet (la terra, si pronuncia lanne…tranquilli se dite landet, pronunciando ogni lettera lo capiscono lo stesso), mentre la r scompare prima di t, d ,s, n, l, che cambiano leggermente la pronuncia (abbiamo visto che davanti a –s, la r scompare e la –s diventa sc), in particolare, t e d diventando più sputacchiate, pensate alla d e alla t siciliane, (in linguistica si definiscono retloflesse perché pronunciate con la lingua arricciata all’indietro) è un fenomeno linguistico per cui una lettera scompare ma influisce sull’articolazione del suono successivo. Non ne potete più vero? Con calma tra poco vi dirò qualcosa che vi illuminerà la giornata.

Moltissime di queste regole di pronuncia si applicano a un supposto standard che in realtà….non esiste! Sono regole dedotte dalle pronunce urbane di Oslo e dintorni che si suppone abbiano un certo prestigio, ma la verità e che ogni dialetto norvegese ha la sua pronuncia e nessuna di esse viene considerata al di sotto o al di sopra delle altre. Nei dialetti occidentali queste cose che vi ho detto per esempio sono vere solo in parte. Il fenomeno delle retroflesse, ad esempio, non si riscontra nei dialetti dell ovest, per cui pronunciare la r e non sputacchiare la t nel nesso –rt non è un grosso problema. Si capisce benissimo lo stesso! Così come si capisce se pronunciate la –s come in italiano prima di una –l, perché in alcuni dialetti questo fenomeno non si verifica. Addirittura nel nord, quel suono strano di cui vi parlavo, rappresentato dal nesso kj-, si pronuncia come c- dell’italiano ciao, per cui potreste sentire dei norvegesi pronunciare kjøpe come ciøpe.

In ogni caso è meglio imparare una pronuncia più complicata: dato che un dialetto più vicino alla scrittura non darebbe comunque grossi problemi conviene studiarsi le stranezze fonetiche per non rimanere spiazzati. Se avete dei guai seri a pronunciare le cacuminali…fregatevene!

Adesso iniziamo con la grammatica vera e propria:

Sostantivi
I sostantivi norvegesi si dividono in tre gruppi, o generi: maschile, femminile e neutro. Come in italiano e a differenza dell’inglese, non si capisce per quale criterio schizofrenico una porta debba essere femminile, o un albero maschile, ma così è, e così la lingua va imparata. Questo significa che ogni parola nuova che si impara, conviene memorizzarla con il relativo articolo, in modo tale da ricordarsi anche il genere. Gli articoli in norvegese sono tre:
en per i nomi maschili ei per quelli femminili et per quelli neutri.
Questi articoli se posti prima del sostantivo a cui fanno riferimento fungono da indeterminativi.

en koppe (una tazza) ei flaske (una bottiglia) et brød (un pane).

Quando però gli articoli vengono posti in fine parola come suffissi, allora assumono la funzione di determinativi, per cui avremo:

Koppen (la tazza) flaska (la bottiglia…lo so, sembra strano ma ei diventa a quando lo si pospone…mi dispiace!) brødet (il pane)

Formazione del plurale
Abbiamo appena visto che in norvegese le parole assumono due forme, determinata e indeterminata, a seconda che l’articolo sia preposto o posposto. Naturalmente questa cosa vale anche per il plurale:
I nomi maschili e femminili prendono -er alla forma indeterminata nel plurale, mentre i nomi neutri, se formati da una sola sillaba, rimangono invariati e il fatto che siano plurali lo si deduce dal contesto. La forma determinata si forma con -ene.

M.en kopp……..koppen…………kopper(delle tazze)………..koppene(le tazze)
F. ei pølse(sarebbe troppo bello se significasse polso, no, significa salsiccia)pølsa……….pølser(delle salsicce) ………… pølsene (le salsiccie)
N. Hus (casa)…….huset……….hus……..husene

Per chi pensava che fosse troppo facile….ovviamente ci sono le eccezioni!
Le parole che finiscono in -el perdono la e al plurale. Quelli in -er non prendono un’altra r alla forma indeterminata e perdono la e a quella indeterminata. Sembra un casino ma è semplice, guardate:

en støvel (significa stivale!!!)…….støvelen……..støvler (visto che manca la e?)……..støvlene (di nuovo :-p)
en lærer (insegnante)…………….læreren………lærere (visto che manca la r alla fine?)……..lærerne (qui invece manca la e del suffiso -ene)

Per non parlare dei veri e propri nomi irregolari!

mor (madre)………mora…….. mødre……. mødrene
far(padre)….. …….faren….. …fedre ………fedrene
bror(fratello) ……..broren ……brødre ……brødrene
søster(sorella)…….søstera…… søstre …….søstrene
barn(figlio in generale) barnet…. barn ………barna(!)
datter(figlia) ……….dattera ……døtre ……..døtrene
bok(libro) ………….boka ……..bøker…….. bøkene
hånd(mano)……….. håmda…… hender….. hendene
tre(albero) ………….treet ………trær ……….trærne
natt(notte)……………natta…….. netter…….. nettene

Ammettetelo che ad ogni somiglianza che trovate con l’inglese vi eccitate 😉

Adesso passiamo a qualche semplice frase.
Le frasi affermative non presentano problemi di sorta.
Jeg leser ei bok. (Leggo un libro)

Tranne nel caso in cui ci sia un avverbio in prima posizione, in quel caso le cose si complicano un pochino.
Nå leser jeg ei bok. (Adesso leggo un libro)
Cosa è successo? Be’, a quanto sembra soggetto e verbo non sono più al loro posto. Questo perché di regola, nelle frasi principali, il verbo deve sempre essere nella seconda posizione, ragion per cui il soggetto viene spostato in terza. Sembra un casino ma con l’abitudine non ci si fa più neanche caso 😉

Le frasi interrogative: si formano con l’inversione soggetto-verbo.
aff. Du kommer fra Norge. Vieni dalla Norvegia
int. Kommer du fra Norge? Vieni dalla Norvegia?

aff. Han bor i Oslo. (Lui)Vive ad oslo.
int. Bor han i Oslo? (Lui) Vive ad Oslo?

-Hva heter du? Come ti chiami?
-Jeg heter Olav. Mi chiamo Olav.

Pronomi
Avete notato nell’ultimo esempio che io in norvegese è jeg. Bisogna fare attenzione con i pronomi perché seguono tutti una loro pronuncia particolare (tranquilli non mi rimangio quello che ho detto sul “si scrive come si legge” :-p) perché “-eg” nei pronomi si legge ai. Così avremo:

pronomi soggetto

Jeg……………….io
Du………………..tu
Han/hun………..egli, ella (che in italiano non si usano più ma li uso per risaltare la differenza con i pr. compl.)
Vi………………..noi
Dere…………….voi
De……………….essi (si legge di)

pronomi complemento

meg…………………………me
deg…………………………..te
ham/henne (persone) den (oggetti maschili e femminili) det (oggetti neutri)…..lui/lei
oss…………………………..noi
dere…………………………voi
dem…………………………loro

pronomi riflessivi (eh sì. Esistono anche questi…ma per noi italiani non danno problemi concettuali, visto che li abbiamo anche noi)

meg…………………me stesso
deg………………….te stesso
seg………………….sé stesso/stessa
oss………………….noi stessi
dere…………………voi stessi
seg…………………..sé stessi

Adesso i verbi:
all’inizio sono molto simpatici perché sembrano sempre uguali XD. A differenza dell’inglese, perfino essere ed avere al presente non hanno flessione, e questo costituisce un vantaggio per chi vuole impararne rapidamente.

All’infinito i verbi si presentano con Å seguito dalla forma base:

Å snakke (parlare)
Å spise (mangiare)
Å drikke (bere)
Å prate (chiacchierare)
Å studere (chissà cosa vorrà dire…)
Å lese (leggere)
Å skrive (scrivere….ma toh!)

Per formare il presente, nel 99% dei casi, basta prendere la forma base ed aggiungerci una -r.

Il presente di å snakke sarà dunque:

jeg snakker
du snakker
han/hun snakker
vi snakker
dere snakker
de snakker

Una difficoltà sconvolgente!

Stesso discorso per il verbo avere, å ha:

Jeg har
du har
han/hun har
vi har
dere har
de har

Il verbo essere è altrettanto semplice al presente, ma presenta una forma base diversa (non poteva essere tutto facile, no?). L’infinito è Å være, ma il presente è er (la e davanti ad r si abbassa un po’ quindi si pronuncierebbe ær…anche se noi italiani esageriamo sempre e diciamo addirittura ar). Così avremo:

Jeg er
du er
han/hun er
vi er
dere er
de er

Spero di avervi interessato e spero che siate riusciti a capirci qualcosa!

Questa è un’anteprima sintetica e ridotta; per acquistare la grammatica completa, visitate il sito Amazon.it al seguente indirizzo: http://www.amazon.it/Dr%C3%B8m-Nord-Grammatica-Norvegese-ebook/dp/B00BVL3LKI

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Muireann ha detto:

    è ufficiale…mi sono innamorata del tuo blog! Complimenti davvero!

  2. sara.t ha detto:

    L’ho scoperto solo ieri e mi sto drogando col tuo blog. Non l’avevo mai trovato prima perché tutto ciò che cercavo sul norsk, lo cercavo in inglese. Ho scoperto il tuo libro su amazon mentre cercavo qualche dizionario italiano o inglese vs norvegese e da allora, poche ore fa, il mio cervello è degenerato. Probabilmente si è instaurato un circolo vizioso di “reward” dopamino-dipendente e finché non lo leggo tutto, non sarò mai in pace con me stessa. D:

    1. Robbie Pagani ha detto:

      Oddio spero di non averti rovinato l’esistenza! Ho scritto davvero parecchio in questi anni…ma non tanto quanto avrei potuto, per fortuna!
      Scherzi a parte mi fa davvero tantissimo piacere leggere i tuoi commenti. Cerco sempre di ispirare le persone e motivarle nel caso vogliano intraprendere gli stessi percorsi miei.

      1. sara.t ha detto:

        se prima ero un caso ancora recuperabile, dopo aver visto la sigla dei pokemon in norvegese, sono diventata cerebrolesa. D:
        Della serie, mi sto facendo un po’ troppo gli affaracci tuoi XD e Finché non la imparo a memoria, non vado in Norvegia! 😛
        Mi sto cimentando (non da ieri, ma da qualche mese nel tempo libero) nello studio del norvegese dato che la settimana prossima vado in Norvegia. So che è da masochisti, ma anche se solo per qualche giorno, vorrei spiaccicare qualche parolina e orientarmi meglio nelle indicazioni ecc..
        I miei studi, ahimè, non sono letterati, ma apprezzo sempre sapere il perché delle cose quindi non ho potuto fare a meno di apprezzare molto l’introduzione del tuo libro. Un giorno mi piacerebbe incontrarti di persona per “tartassarti” di domande, o meglio, per ascoltare tutto ciò che hai da raccontare.
        Ok, mi hai decisamente rovinato T.T

      2. Robbie Pagani ha detto:

        Chiedo venia! Ma magari un giorno mi ringrazierai…o magari no.
        Fai davvero bene a voler imparare un po’ di norvegese. Il tuo atteggiamento è davver ammirevole.
        Se vorrai incontrarmi per tartassarmi di domande, occhio: finerei per tartassarti con le risposte!

      3. sara.t ha detto:

        Facciamo che ti ringrazio già adesso 😉 beh, vorrà dire che dovrai prenderti una lunga vacanza allora 😛

  3. Lord Baal ha detto:

    Devo ammettere che il processo di degenerazione cerebrale che la visita a questo blog puó apportare é incredibile, soprattutto per chi, come il sottoscritto, si era ormai arreso davanti all´impossibilitá di trovare pagine decenti sulle favelle nordiche in Italiano.
    Complimenti davvero per il lavoro, continua cosí.

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