Vinland Saga

  Oggi sono in vena di scrivere. Sono appena tornato a casa, e il caldo mi sta uccidendo, nonostante
ieri sera ci sia stato un temporale coi fiocchi, con tanto di saette ben visibili. L’uscita mi è costata molta fatica, ma non potevo più posticipare: da qualche giorno è uscito il n°9 di Vinland Saga, un manga dedicato ai vichinghi. Lo leggo davvero con passione, essendo graficamente ben fatto e storicamente piuttosto aderente. Non mancano le vignette crude, ma credo che all’autore vada proprio il merito di essersi immerso nella prospettiva vichinga. La morte è vista con una certa leggerezza e i bambini vengono cresciuti sotto la sua ombra. Le uccisioni sono brutali e si assiste a scelleratezze e spregiudicatezze che lasciano inorriditi. Questo però non deve essere il premio soddisfacente per un lettore sadico, quanto piuttosto per quello che ama essere immerso in una prospettiva che non falsi la percezione dell’evento storico. Troppo spesso a scuola ho studiato la storia dal punto di vista dell’insegnante, e troppo spesso ho visto film, diciamo, sulle crociate, che erano o troppo pro-cattolici, o troppo anti-cattolici, ma i mondi che si scontrarono a quei tempi in terra santa erano due, così come le visuali di lettura degli eventi, e né quella dei cattolici invasati imboniti da papi assetati di potere, né quella dei musulmani sgozzati spietatamente dagli infedeli sono pienamente soddisfacenti. Sono entrambi veri, e nessuno di loro è corretto. 
Parlando di Vichinghi, abbiamo già sentito troppe volte che non erano barbari macellai ma raffinati mercanti, all’occorrenza. E non è facile cogliere sul libro di storia le sfaccettature dei due mondi che si scontravano, ovvero quello anglo-sassone, cristianizzato e dedito all’agricoltura e alla preghiera, e quello vichingo pagano e scosso da fermenti di molteplice natura. Ecco, secondo me questo fumetto, nella sua piccolezza e nella semplicità del mezzo comunicativo, riesce a cogliere nel segno questo obiettivo così difficilmente raggiungibile.  
   La storia si snoda sulla vita di un bambino islandese, Thorfinn, il quale si intrufola sulla nave del padre, diretto alle Faroe, qui il padre viene ucciso in un’imboscata e il bambino stranamente si aggrega al gruppo di pirati colpevoli dell’uccisione del padre, e cresce con loro, sotto la promessa del loro capo che, una volta che Thorfinn abbia raggiunto un età accettabile, avrebbe potuto sfidarlo in leale duello per vendicare il padre. La vicenda si inserisce nelle invasioni danesi dell’Inghilterra e nel periodo dell’impero di Canuto il Grande. Il titolo della saga si rifà al nome dato dai vichinghi all’America, avendoci trovate molte viti. Nel corso della storia appare un simpatico sketch in cui Thorfinn, da bambino nel suo villaggio islandese, ascolta poco convinto i racconti del Vecchio Leif Eriksson, figlio di Eirik il Rosso, e primo esploratore del Nord-America secondo la saga di Eirik il Rosso. Si trovano ancora gli arretrati nelle fumetterie, se vi mancano fate un salto!

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