Den norske rettferdigheten

  Tempo fa acquistai un piccolo libro in lingua inglese sulla cultura norvegese. Un paragrafetto catturò la mia attenzione in modo particolare, ovvero quello dedicato al senso di equità e giustizia presente nella mentalità norvegese.
In una puntata della trasmissione televisiva Che tempo che fa con Fabio Fazio e Roberto Saviano, Gianfranco Fini aveva letto un elenco di valori della destra. Tra questi ricordo bene che avesse detto: la destra vuole un paese in cui chi lavora di più e meglio viene pagato di più. A prescindere da qualsiasi questione politica (che non è mai l’oggetto di questo blog), questa affermazione mi ha sempre lasciato perplesso, perché cosa fa di più e meglio, nel suo lavoro, un imprenditore o un funzionario, rispetto ad uno spazzino a un minatore o ad un impiegato? E se uno è nato con il padre che gli ha lasciato una fabbrica in eredità, può dire di aver diritto ad essere pagato di più perché ha lavorato meglio? E se uno rimane orfano in una famiglia povera e deve lasciare gli studi per aiutare la madre a mantenere lui e i suoi fratelli più piccoli, ha lavorato di meno e peggio?
  Be’, nella mentalità norvegese, secondo questo libro, la questione funziona così (cito le frasi del libro tradotte dall’inglese):

“In Norvegia è considerato giusto che ogni membro della società riceva abbastanza. Quelli con guadagni elevati pagano tasse molto più alte per compensare  i bisogni di coloro che sono meno fortunati o hanno meno successo”

Questa frase è talmente eloquente che commentarla sarebbe superfluo. Dice già tutto.
  La questione poi si sofferma a spiegare come le tasse pagate e i guadagni della famiglia siano su internet a disposizione di tutti, cosa che farebbe inorridire molti italiani, perché in una società onesta, negli estratti conti, non dovrebbe esserci nulla da nascondere. Lo stato si assicura entrate altissime e la pressione fiscale è terrificante, ma la maggioranza dei norvegesi possiede una casa di proprietà, e anche una per le vacanze. L’istruzione è garantita a tutti e anche le cure sanitarie, così come è prevista una pensione per gli invalidi o per quelli temporaneamente impossibilitati a lavorare. E’ previsto un periodo di maternità di molti mesi che può essere diviso con il padre, e questo periodo viene pagato ugualmente.Questo panorama idilliaco non nasce da un paese benedetto dal cielo, ma da una mentalità che porta le persone a dare importanza al bene comune come qualcosa che ha ricadute sui singoli.
   Noi in Italia abbiamo la cultura del furbo, che più imbroglia e riesce ad accumulare denaro alle spalle dello stato più va ammirato. Chi benedice riduzioni alle tasse, sta anche benedicendo l’impossibilità alle mamme di mandare i propri figli all’asilo, o in una scuola dove ci sia regolarmente la carta igienica. Che cosa manca all’Italia per comprendere il valore del bene comune?

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. maurizio galatolo ha detto:

    Complimenti per il blog! Mi trasferirò in Norvegia per lavoro e ti faró sapere le differenze dall'Italia.

  2. Roberto Pagani ha detto:

    Grazie Maurizio!Sono interessato parecchio alla questione, visto che non ho mai potuto passare lunghi periodi in Norvegia tali da capire bene come funziona a livello sociale.

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